La conferenza di apertura

La presentazione alla stampa: molto più di un saluto inaugurale

A inaugurare ufficialmente la 23ma edizione di Tuttaunaltracosa, Festival Nazionale del Commercio Equo e Solidale, è stata la conferenza stampa tenutasi alla Fiera di Osnago venerdì 22 settembre alle 15.30.


È toccato a Paolo Brivio, sindaco di Osnago dare il benvenuto alla manifestazione, ribadendo il piacere di accoglierla nuovamente, a distanza di otto anni dall’esperienza precedente.
A proposito del parziale trasferimento delle attività dal progetto iniziale nella milanese Piazza Castello a Milano, il sindaco ha constatato la maggiore snellezza operativa delle amministrazioni periferiche rispetto ai centri maggiori, almeno in presenza dell’opportuna volontà politica. Ripensando agli anni precedenti, Brivio ha segnalato l’accresciuta penetrazione del commercio equo e solidale nella cultura diffusa e nelle abitudini di consumo: quasi una piccola abitudine che esige ancora più vitalità e lucidità per evitare di banalizzare e svuotare il messaggio fortemente creativo che l’equo solidale pone ai modelli economici dominanti. Compito che Brivio ritiene debba riguardare attivamente anche
In tal senso, Massimo Renno, presidente dell’Associazione delle Botteghe del Mondo (storica organizzatrice dell’evento), ha sottolineato proprio la perdurante necessità di una radicale differenziazione rispetto agli equilibri soffocanti che le crisi planetarie rendono sempre meno sostenibili: violenza e militarizzazione, riduzione del dialogo e isolamento, impoverimento energetico, ambientale e sociale… Di fronte alle difficoltà di presentare serenamente in una piazza prestigiosa, le ragioni della cooperazione e dello scambio equo, Renno ha trovato un ulteriore motivo per mantenere la funzione critica del commercio equo e solidale nel panorama contemporaneo.
Peraltro, in tale panorama per nulla pacificato il commercio equo e solidale ha effettivamente aperto alcune brecce importanti, come dimostra il fatto che Tuttaunaltracosa sia stata realizzata nonostante le sopraggiunte difficoltà, così come il ruolo della legge regionale lombarda sul commercio equo e solidale e il supporto anche economico confermato dalla Regione Lombardia.
Autorevole incarnazione della nuova sensibilità istituzionale verso il tema, alla conferenza inaugurale è intervenuta anche l’Onorevole Chiara Scuvera, relatrice alla Camera dei Deputati per la Legge sul Commercio Equo e Solidale. Senza addentrarsi negli aspetti tecnici della riforma approvata in prima lettura e in attesa di definitiva approvazione entro la legislatura corrente, la deputata ha sottolineato il valore dirompente che la svolta può avere anche su scala europea, come apripista per un fattivo riconoscimento della capacità trasformatrice del modello equo e solidale nelle società occidentali, ben oltre l’occasionale acquisto dell’oggetto etnico, bensì verso l’apertura di spazi di confronto e socializzazione di nuovi modelli socioeconomici.
Elementi problematici chiave accennati da Chiara Scuvera – quali il sostegno economico al movimento, i percorsi di certificazione, la presenza nella formazione delle nuove generazioni, il riconoscimento della coerenza con i fondamenti della civiltà repubblica italiana – sono stati poi ripresi da Giovanni Paganuzzi (Presidente di Equo Garantito) e da Giuseppe di Francesco (Presidente Fair Trade Italia).
Entrambi sono espressione, secondo modalità peculiari, di una consapevolezza che il Commercio Equo e Solidale ha da sempre avuto del proprio ruolo trasformatore e critico, a maggior ragione bisognoso oggi di coerenza interna e affidabilità verso il pubblico. Fattori che consentono alle istituzioni di puntare sul movimento con qualche timida fiducia e che lasciano sperare in una evoluzione fortemente positiva di iniziative come la 23ma edizione di Tuttaunaltracosa: le complessità organizzative e i timori della vigilia hanno dimostrato quanto il commercio equo e solidale sia ormai pronto a praticare alternative diffusamente accettabili e apprezzate, mentre il sistema socioistituzionale nel suo complesso sia ancora frenato da eredità dei modelli di socialità ormai falliti, quegli stessi modelli che hanno condotto alla drammatica crisi in cui l’Italia e il Mondo si dibattono da almeno un decennio.

Scarica il .pdf del resoconto della conferenza stampa

Guarda il video integrale della conferenza di apertura

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